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Filo d'Arianna




A volte il senso del giusto e dello sbagliato passa per certi soffitti...
sotto alcuni senti di essere fuori posto...
sotto altri ti senti solo a tempo, sotto altri ancora ti senti a casa;
Il giusto e lo sbagliato hanno sapori differenti:
il primo sa di cucina della nonna, di vecchie pietanze che sobbollivano pigre
e di sapone da bucato che profuma l'aria di sole e di cose belle.
Il secondo sa di metallo, di vecchio molo eroso dalla salsedine e di mercato del pesce.
Impossibile confonderli, se solo una volta li hai provati.
La melodia del giusto è quella di un'orchestra di violini accordati dal sole,
 di piccoli gestif amiliari e rassicuranti, di sguardi che non necessitano suoni per essere spiegati;
la "giustezza" è una maglia morbida, è una sottile noia che ti coccola e 
che non giudica la tua pigrizia;
la "giustezza" è una torre di guardia a meta Adriatico che ti dice sempre dove sono
 e che ti sussurra all'orecchio una buonanotte che sai già.
Quando perdi il filo della "giustezza" arrivano il piombo metallico e assordante,
 il silenzio di mille ragnatele dalle quali non sai più venir fuori e che ad ogni passo soffocano la vista.
La "giustezza" va trattenuta per i respiri, conservata nei silenzi e negli sguardi
la "giustezza" resta lì anche una vita, ma resta li;
 a guardare con occhi pazienti gli errori del passato.....
poi un giorno ci sussurra la sua presenza come un gatto che si strofina sinuoso sulle gambe del
padrone e i soffitti smettono di essere sbagliati.
la "giustezza" ci chiede il coraggio della perseveranza, 
ci chiede lo sforzo del ricordo e attraverso i suoi sapori
ci dimostra semplicemente che è giusta.

Pubblicato il 17/12/2012 alle 20.32 nella rubrica Diario.

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