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  Glun [ Sogni lucidi a basso contenuto di freni inibitori ]
         

AVVERTENZE:

Sogni lucidi  di scarsa utilità e pillole di insensatezza buone per tutte le stagioni.

Condividere con moderazione e non mettersi alla guida dopo alla lettura,

facilitano le elucubrazioni insensate e provocano semplicistiche ed ermetiche visioni della vita.

 

 

 

 

Questo blog si schiera apertamente
A FAVORE
dell'EUTANASIA
e TESTAMENTo BIOLOGICO!






 




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2 aprile 2013

Trasferimento

A malincuore
e non senza aver cercato di ovviare al problema
Glun è costretta a lasciare la piattaforma del cannocchiale....
Impossibile inserire nuove immagini e difficoltà tecniche della piattaforma
costringono ad una "migrazione" forzata.
Grazie a tutt*
ci vediamo al mio nuovo indirizzo 





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22 marzo 2013

Lo specchio


Quel che resta di me è un sacco di vetri rotti che scricchiola senza senso
quel che resta di me è merce avariata, scaduta nei sogni e negli intenti.
Un sunto del mio peggio
un concentrato di quello che non voglio.
L'arroganza, la rabbia, l'egoismo e l'insensibilità hanno capo libero
invadono le mie molecole contagiando tutti gli organi, i respiri  e i miei pensieri.
Hai portato via con te la parte migliore di me.
hai distrutto, cancellato, annientato, abusato dei sogni
delle aspettative
dei progetti.
Hai portato via con te la parte migliore di me.
hai creato un mostro apolide e infelice
un ibrido di tutte le brutture che conosco
un essere spigoloso e cinico che non sente niente tranne il suo dolore
e che si dibatte facendo appello alla sua rabbia.
Le passioni, il cuore, l'Amore, la tenerezza perse per sempre
andate con l'aria di una porta che si chiude:
Hai portato via la parte migliore di me
la mia fiducia
il mio cuore
il mio sonno sereno
Hai portato via la parte migliore di me
e quel che resta non merita nessuna pietà perché non ne ha.



RadioGlun trasmette: Justine Timberlake "Mirrors"




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20 marzo 2013

Eco









Mi guardo intorno
continuo a sentire il suono della mia voce che ti chiede di restare
provo a coprirlo
provo a nasconderlo con il suono delle risate, con le serate piene;
prova ad attutirlo anche  lei che passa le sue mani su di me nel tentativo di cancellarti
che le fa scorrere percorrendo i miei lividi
che si ferma ad ogni cicatrice e cerca di spiegarla
che con ostinazione e sorrisi mi guarda respirare nel buio,
fissare il vuoto nella luce.
Il vuoto della mia voce che ti chiede restare....
Il vuoto che mi guarda andar via senza rispondere
mentre questo maledetto mobile Ikea si rifiuta di farsi montare.



RadioGlun trasmette: Jack Svoretti "Hate and love"









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18 febbraio 2013

Il paradosso






Interno notte
una stanza illuminata da una luce calda
la fiamma che arde nel camino


-Sei silenziosa stasera...
-Già- cingendosi le ginocchia seduta sul pavimento spalle al muro di fianco al camino
-Vuoi dirmi perchè?- mentre solleva la tazza con il thè fumante
..................
-Non lo so, è una strana sensazione-il mento che si abbassa sulle ginocchia
...................
-Ogni volta che accadeva una cosa nella mia vita chiamavo lei
..................
-Ogni volta che accadeva una cosa bella...
una cosa brutta...
una cosa importante chiamavo lei
.................
-Continua....-bevendo ancora dalla tazza fumante
.................
- Poteva essere un evento importante,o magari solo una canzone nuova
o un paesaggio che mi colpiva....
.................
-Chiamavo lei- Prende fiato
.................
-Ora che l'amore della mia vita se ne è andato e con lei anche la mia migliore amica....
 visto che erano la stessa persona
...................
-Io non so chi chiamare per raccontarglielo- Appena sussurrato


RadioGlun trasmette: Mariah Carey-Against all odds


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6 febbraio 2013

Segnale di occupato...





Esterno giorno
luce pomeridiana in un parco.
Una panchina


- Non l'hai richiamata vero?? - Con una sigaretta accesa tra le dita
- No...- Seduta a gambe incrociate sulla panchina.
- Mi sembrava ti avesse dato il suo numero....- aspira una boccata dalla sigaretta
- Si...- accarezzandosi la testa
-------------------------------------
- Non la chiamerai vero?
-------------------------------------
- Non ho il suo numero...- lo sguardo verso un punto lontano
- Che significa? Non capisco....
  te l'ha dato o no il suo numero? ieri sera mi sembrava di si... (con aria stupita e interrogativa)
-------------------------------------
- Ha detto che me lo dava, e ha tirato fuori il telefono dalla tasca.. 
  (con aria distante, lo sguardo sempre verso un punto lontano)
-------------------------------------
-... e poi...?
-------------------------------------
- e poi...... le ho detto che non l'avrei chiamata. 
( si alza, si passa le mani tra i capelli e fissa ancora un punto lontano
 le mani sprofondano nelle tasche dei jeans e finalmente sorride)



RadioGlun trasmette : Uh huh he "Human nature" (da ascoltare assolutamente!!!!)




3 febbraio 2013

Asticella altissima




I costruttori di muri sono costruttori di nulla.
Ora che le resistenze sono diventate distanze
raccolgo dal pavimento parole ridotte a sillabe senza senso
accartocciate, sporche e spezzate;
impigliate tra le fughe delle mattonelle.
Le avevo fatte uscire, sospinte dal mio respiro
ma sono cadute a terra...
dovevo spingerle di più, forse, ma non importa; ora non importa più.
Le raccolgo con l'aiuto di un vento che ha portato via le cose che hanno poco peso,
le metto in un sacchetto di carta ma non le riciclerò.
Resterò indecisa solo un attimo davanti al cassonetto
alcune di metallo e vetro tagliente, scheggiate e appuntite
altre da compostare perché ormai scadute e marcescenti
altre ancora indifferenziate e indifferenziabili sequenze di suoni e lettere ormai inutili.
Ad attenderle una sorte nuova che non conosco
il sottofondo sarà il verso di uno splendido pavone con il naso all'insù.



Radio Glun trasmette: Billie Myers "Kiss the rain"


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31 gennaio 2013

28 Perle





Ecco il secondogenito, avanza sulle sue gambette legnose sorridendo.
Il figlio più corto dell'anno si presenta con il cielo tumefatto di nubi chiare e scure,
con l'aria croccante dei venti che sussurrano i nomi di posti lontani.

Rimedia al poco tempo che ha colmando i giorni e le notti con regali, giochi di prestigio e bisbigli.
Si è riempito le tasche di cose da ricordare perché i suoi fratelli non lo mettano in ombra.

Febbraio di cose che cadono senza farsi sentire...
fiocchi lucenti e coriandoli colorati che lasciano al mattino mamme e nonne imbronciate che devono spazzarli via
febbraio di concessioni, perché se c'è lui, travestirsi non è peccato;
così tra stelle filanti e cristalli di ghiaccio ognuno gioca ad interpretare un ruolo
talvolta buffo, talvolta orrido e per questo ridere e osare non si deve pagar pegno.

E' il gioiello che regala eccezioni e piccole certezze

canzoni in rigoroso italiano da fischiettare fino a primavera
occhi che si chiudono alle 3 di notte aspettando sul divano che le statuette regalino sorrisi sul tappeto rosso
le mie candeline che trovano sempre meno spazio sulla torta


Eccolo questo febbraio di abitudini e tradizioni da rompere.





Radio Glun trasmette- Anna Nalick " Breathe"


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21 gennaio 2013

Visioni da un futuro presente




Ieri sera ho cenato con il mio futuro,
l'ho guardato a lungo negli occhi, ho scrutato ogni espressione,
 indagato ogni piccola piega del viso
ed ho capito chi sono e chi sarò.
Sono il cane bastardo abbandonato in autostrada in un agosto cocente,
scodinzolo fiduciosa vicino alla mezzeria certa che verranno a riprendermi
mentre le auto sfrecciano via una dopo l'altra.
Sono il naufrago che grida AIUTO con insensatezza e disperazione 
mentre annaspo, lotto e mi dibatto in questa marea di vetri rotti
che mi provocheranno ferite sanguinanti che nessuno guarirà.
Sono il malato terminale che chiede con gli occhi solo di farla finita 
mentre viene parcheggiato con una copertina sulle gambe accanto ad una finestra
che lascia passare solo la luce vuota di una domenica invernale.
Sono il sacchetto azzurro dei rifiuti dimenticato ad un metro dal cassonetto,
fuori posto, ridicolo e patetico come la pigrizia di chi non ha voluto fare un metro in più.
Ieri sera ho cenato con il mio futuro,
ho osservato le sue dita pallide contro la parete del bicchiere...
rosso rubino dall'altra parte.
Poi ho osservato le mie sulla tovaglia,
sono le stesse 4 anni prima.
Ieri sera ho cenato con il mio futuro,
ho compreso i suoi respiri, fatti di ricordi che bucano i polmoni;
ho guardato la sua bocca, per sempre lo stesso nome sulle labbra
e ho capito che basterebbe poco così.
Basterebbe l'abbraccio per cui è perfetto
basterebbe il calore che ri-conosce.
Ieri sera ho cenato con il mio futuro,
mi parlava...
respiro, gli sorrido e intanto vorrei morire
perchè non c'è posto al mondo in cui potremmo nasconderci.




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14 gennaio 2013

Cuore di rana


 

 
Interno notte- luce calda che entra dalla finestra tra le tende
Camera da letto

 

 

- Che hai?
- Niente, è tutto perfetto.
- Cos'è perfetto?
- ...Tutto! Tutto quello che è appena successo.
  La luce che sbatte sulla tua spalla, il tatuaggio nero sui tuoi reni,
  la piega morbida del lenzuolo che disegna il mio avambraccio, i tuoi riccioli neri addormentati sul cuscino,
  la tua mano sulla pelle del mio fianco, la mia gamba tra le tue e questo calore avvolgente.
 
 
- Ma.....?
...........................................
- Ma io sono fuori posto.
...........................................
- L'ami ancora vero?
-....si.
- Perché?
- Tanto tempo fa le ho dato metà del mio cuore;
  e ora sopravvivo e respiro con un atrio e con un ventricolo solo....
...........................................
- (avvicinandosi) L'amore vuole amore.
...........................................
- Tienimi stretta......ti prego.....

 

 

 
La radio trasmette Paola e Chiara -Milleluci-

 

 

 


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2 gennaio 2013

Luce fioca




Ti riconosco; 
Ti riconosco dallo sguardo duro che agita i respiri nel mio torace aperto.
Ti riconosco nelle pieghe della voce, incanto di serpenti in un mercato indiano.
Ti riconosco nei sussurri del tuo odore, inganno familiare ed effimero.
Ti riconosco incubo di plastica, nelle mie notti tortuose e sbagliate;
crocevia in cui smarrisco la strada verso il silenzio del nulla e smetto di riconoscere me.
Ti riconosco nel tiepido delle tue risate rivolte altrove, nessun faro sulla mia rotta.
Ti riconosco nella scia dei tuoi passi, nelle impronte artigliate che lasci su di me,
nei rivoli del mio sangue denso come catrame.
Ti riconosco e non ho paura di pronunciare il tuo nome
Sei la fata nera.


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17 dicembre 2012

Filo d'Arianna




A volte il senso del giusto e dello sbagliato passa per certi soffitti...
sotto alcuni senti di essere fuori posto...
sotto altri ti senti solo a tempo, sotto altri ancora ti senti a casa;
Il giusto e lo sbagliato hanno sapori differenti:
il primo sa di cucina della nonna, di vecchie pietanze che sobbollivano pigre
e di sapone da bucato che profuma l'aria di sole e di cose belle.
Il secondo sa di metallo, di vecchio molo eroso dalla salsedine e di mercato del pesce.
Impossibile confonderli, se solo una volta li hai provati.
La melodia del giusto è quella di un'orchestra di violini accordati dal sole,
 di piccoli gestif amiliari e rassicuranti, di sguardi che non necessitano suoni per essere spiegati;
la "giustezza" è una maglia morbida, è una sottile noia che ti coccola e 
che non giudica la tua pigrizia;
la "giustezza" è una torre di guardia a meta Adriatico che ti dice sempre dove sono
 e che ti sussurra all'orecchio una buonanotte che sai già.
Quando perdi il filo della "giustezza" arrivano il piombo metallico e assordante,
 il silenzio di mille ragnatele dalle quali non sai più venir fuori e che ad ogni passo soffocano la vista.
La "giustezza" va trattenuta per i respiri, conservata nei silenzi e negli sguardi
la "giustezza" resta lì anche una vita, ma resta li;
 a guardare con occhi pazienti gli errori del passato.....
poi un giorno ci sussurra la sua presenza come un gatto che si strofina sinuoso sulle gambe del
padrone e i soffitti smettono di essere sbagliati.
la "giustezza" ci chiede il coraggio della perseveranza, 
ci chiede lo sforzo del ricordo e attraverso i suoi sapori
ci dimostra semplicemente che è giusta.




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19 novembre 2012

Requiem


 

 

 


 


 

Roma, piazza san Giovanni in un sabato di giugno

"sedile troppo stretto al ritorno"


Benedetti laici e le gambe che cedono,

"mi avrebbero comunque guidata i tigli"


I lunedì di discussione contro i venerdì dei sorrisi,

"le api nella maglietta"


"piu non ci sei e piu ti vorrei qui,

piu ci sei e più sento il bisogno di toccarti"


quella notte al mulino con la luna piena alla finestra

"ho capito che non passerai"


ottobre tinto di blu

quello zainetto del giovedì che diventa armadio

"2 spazzolini in un bicchiere sono una coppia"


fatica, sudore, la mia birra delle 17 in giardino

e la tua tonica

"sono a casa perche tu sei CASA"


I mobili di ikea e quel letto montato a mezzanotte

"io sono una persona fortunata perche ho tutto"


Pastina buona e caffè caldo

"la mia famiglia"


lunedi 9 giugno

mi cambio nel cassone di un furgone,

le mani sudano,

la mano che firma trema e Mariapia si accorge del mio nervosismo

"ora è per sempre! Lo giuro."


Dolore, e rabbia, non riesco a camminare

medici ospedali e lacrime

"apro gli occhi e ci sei, significa che non mi serve altro"


Terra verde e quadrifoglio, Guinness e Riverdance

"scoppio di felicità perche realizzo il tuo sogno"


novembre separato di marrone e blu

nuove opportunità

Melino, mela e melone

"è per NOI e non può che essere meglio"


Lavoro, lavoro, lavoro....

testa bassa e lavoro

"e tutto per te , non sento la fatica, è sempre e solo per te"


Agosto e una camera che ha per tetto il cielo

la bolla croata

"respiro di nuovo e tocco il cielo con un dito"


Cambiamenti, stress e impegni di plastica

"ce la faccio perche sei qui con me"


Settembre meridionale,

stanze d'albergo,

asfalto e caselli autostradali nella notte di domenica

chilometri con il cuore in gola per correre da te il venerdì

il cuore che accellera perche so che ti vedo

"tutto questo è solo per NOI"



REST IN PEACE



 


 


 

 


 


 




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9 gennaio 2012

Luna del lupo




Scorpioni e dintorni

presenti costanze o magari.....costanti presenze.

Il suono burroso dei vezzeggiativi

e i silenzi, i gesti affettati,

il buio, il giudizio e il gioco perverso del gatto con il topo.

Sibilo di artigli e di code che scattano

il risultato è lo stesso.

Non si scappa ….

Non si può.

Il buio che fa capolino e il sapore del metallo....

attesa

pendolo vicino e poi lontano

vicino e lontano

ancora vicino e ancora lontano.

La gatta con la coda alta vende la sua merce

e io sto a guardare...

consapevolezza scenica e gioco delle parti.

Danza perversa mentre attendo il centro della spirale.




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24 marzo 2009

Gli alieni e l'altalena


Ore 20

Tutti a tavola, la testa china sul piatto....giro e rigiro il cucchiaio; curioso no?! davvero curioso che per l'ultimo pasto mi tocchi in sorte proprio una delle pietanze che odio di più; il minestrone. Pazienza! Sopporterò, dopotutto....che vuoi che mi importi...tanto tra poco sarà tutto finito finalmente. Io ho 15 anni e questa è una calda sera di inizio estate, una di quelle come tante, un sabato sera di inizio estate, a cena, con la mia bella famiglia normale. Certo, si fa presto a dire normale...sarebbe normale se non ci fossi io, ragione in più per togliere il disturbo. Ho già preparato tutto. Ho comprato una corda,una corda robusta e anonima e ho anche scelto il posto; la quercia incima alla collinetta dietro casa. Quando il supplizio del minestrone sarà finito, mentre mia madre si chiuderà in cucina a lavare ipiatti e papà si siederà davanti alla Tv in salotto io uscirò con il mio cane, come faccio sempre e salirò la piccola salita fino alla quercia. Non è stata una scelta facile, ma è l'unica scelta che io possa fare, in tutto il resto sono un disastro...un vero disastro. Da anni lotto con quello che sono, con quello che sento, con quello che dovrei e vorrei essere e invece....sono solo un alieno, o meglio,sono un alieno solo.

Io non somiglio a nessuno in famiglia e non ho mai avuto riferimenti: nessuna pubblicità appesa in grandi cartelloni parla di me, nessuno spot, nessun esempio se non negativo.Io sono un errore e sento sempre dire che quelli come me si ammalano presto e poi muoiono e in fondo è anche giusto; quelli come me sono peccatori; sbagliati e sporchi....rovinano le belle famiglie come la mia. Io non voglio rovinare nulla, e non voglio neppure ammalarmi....però so che succederà! Non conosco nessuno come me in paese...ho cercato a lungo, osservando con attenzione tutti quelli che conosco...a scuola, in piazza, la domenica a messa, Sono e resto un alieno solo. Si, un alieno, un essere sbagliato il cui nome è usato come offesa da tutti. Ci ho pensato e ripensato e questa mi sembra una buona soluzione....sparire, prima di causare dolore, peccato e malattia. Ho sentito papà parlare di quelli come me con aria schifata, ho sentito canzoni, politici e preti dire che sono sbagliat*; urlare che sono una vergogna, e l'ho anche visto scritto sui muri qualche volta. Io sono stat* sempre in silenzio, ho aspettato che le cose cambiassero, ho perfino cercato di adeguarmi ma non funziona. Le cose non cambiano, per quanto mi sforzi resto io, unalieno, un alieno solo.

Ancora qualche cucchiaiata e anchel'ultima cena sarà andata....la televisione riempie la stanza,inonda il tavolo con le notizie della giornata, con il suo carico di informazioni belle e brutte. La seguo distrattamente, come fanno glialtri, tra una chiacchiera e l'altra. E' davvero una sera come tante....finché....finché non li vedo. Sono tantissimi! Sono sorridenti e camminano per le vie di una città che riconosco....sembra un'invasione pacifica, un lento serpentone colorato che sbuca dal grigio delle vie cittadine e inonda tutto.Resto in silenzio, sotto ipnosi. Sono gli alieni! Sono qui e sono tantissimi. Frugo i loro volti, le loro espressioni, scanziono i loro movimenti.... non mi sembrano malati. Tra le bolle di sapone e i coriandoli io non vedo traccia alcuna di peccato o voglia di devastare la famiglie....sono armati di bandiere, paillettes e sorridono. Lo sguardo fisso, il cucchiaio a mezz'aria....il silenzio nella stanza, i miei che guardano con me lo schermo....mi sembra la prima volta che facciamo qualcosa insieme. Il mio respiro si ferma.Quelli sono gli alieni, quelli sono come me. E sono appena atterrati attraverso la tv nella nostra cucina. Le immagini finiscono...la cena torna la cena, la stanza torna la stanza e mamma è già in piedi che sparecchia....mio padre si alza....ora andrà in salotto. Nessuno sembra sconvolto tranne me......ma come non avete visto?! Quelli sonogli alieni! Sono come me.....e nessuno di voi ha nulla da dire.

Mi alzo, chiamo il cane. Mi corre incontro scodinzolando, è la nostra passeggiata della sera. Uscendo passo dal garage e prendo la corda....comincio a correre verso la cima della collinetta. Ora sono sotto la quercia, la osservo davicino, scelgo il ramo e comincio a preparare il nodo. Stasera con la corda costruirò un'altalena! Si, lì, proprio con la mia corda e con il ramo della vecchia quercia vicino casa. Il cane mi osserva e sembra felice. Io sono un alieno! Ma non sono solo! Quelli come me, che per la prima volta ho visto stasera mi hanno portato un regalo:

un altalena!


PS: Quest'anno gli alieni atterrano a Genova il 27 giugno e io.....sarò con loro! 

ecco perché serve ancora....




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29 gennaio 2009

Divento di vento





Ti sei mai chiesto da dove venga?

Ti sei mai chiesto dove vada?

Ti sei mai chiesto se ti senta?


Ti sferza la faccia attraversandoti

ti scompiglia i capelli e i pensieri con la sua voce sommessa, soffiata e qualche volta urla.


Viene da lontano ma nessuno sa da dove

 nessuno sa dove va

Ci interessa solo la sua carezza di lama sulle guance

il momento di quel contatto

poi più nulla.


Chi ha attraversato prima di me?

Chi ha spinto verso casa?

Chi ha ostacolato testardo ?


Attraverso il mare o il deserto

attraverso le città silenziose nelle ore notturne o nel caos di autostrade estive

attraverso il silenzio o il rumore


Quel profumo di chi era?

quali foglie ha scosso trascinandole al suolo lo scorso autunno?

in quali occhi di agosto ha soffiato sabbia?


Divento di vento!

Solo ora, solo qui


Divento di vento!

Nessuno sa e nessuno chiede


Divento di vento!

Un attimo solo e nessuno ci pensa più.



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4 settembre 2008

Con la bussola






Torno e punto a nord,

torno da lontano

torno da un viaggio che non so raccontare

torno, torno e basta.


Smetto i panni del silenzio

quello goduto e quello sofferto


Torno con i miei occhi felici

con la mia storia raccolta in respiri e sogni

rilegata di voglia di continuare e di progetti strampalati e sognanti


Torno,

torno e basta....

ma non torno da sola.




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18 luglio 2007

Notturno inquieto



Notte di ottusi silenzi
di grilli (parlanti) fuori dalla mia fnestra
di buio rotto e silenzi rumorosi
rumorosi come le cascate di pensieri
rotti come i respiri mozzati dal caldo cocente, dalle parole spesso (troppo spesso) fraintese.

Alba di sole e silenzio
di giochi di luce sul soffitto di travi
di stelle, luna e saturno che smettono di splendere
di accecare le mie notti vuote.

Ore di afa, rumori di fondo insopportabili e incomprensibili
segnali da un pianeta lontano che non mi appartiene e che non capisco
segnali di vuoto, di venti che non portano odori
segnali di niente.

Il giro timido delle lancette
lo zenith del sole
la maglietta mi si incolla addosso
il dietro del colletto bagnato
l'attesa.

Cambio del turno
cambio di prospettiva
cambia tutto se so che posso sentire la tua voce.




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12 luglio 2007

Misure



Millesimi di pensieri
secondi di respiri
milioni di silenzi

litri di vuoto
ettolitri di lacrime
centilitri di felicità

unità di misura prese in prestito

il tempo dilatato o ristretto
frazioni  infinitamente lunghe da passare
per giornate ridotte a pochi attimi...

"Come lo misuri un anno?"




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4 luglio 2007

Ritornelli...



You are my sunshine, my only sunshine
You make me happy when skies are gray
You'll never know dear, how much I love you
Please don't take my sunshine away




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26 giugno 2007

!




Di certezze e paure

di muri crollati e staccionate accantonate di lato

elogio all'inutilità coerente

Tutto e il suo contrario

i secondi dilatati ad ore, i giorni , gonfi ,infiniti.

Il canto degli uccelli prima del levarsi del sole diventa abitudine

tachicardia e fame d'aria.

Le mie mani nervose che cercano pace

L'impossibilità di toccarsi e il dolore sottile di ammetterne il bisogno.

Di fragilità e paure

nave che si muove tra gli scogli di un impatto possibile

forse probabile.

Ombre, ombre presenti anche se distanti

ombre solide come il piombo

e poi un secondo, un singolo secondo che spazza via tutto

prima la voce e poi le mani

prima la vista e poi il tatto per sentire quanto sia giusto.





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